Politica

Arriva la sanatoria Salvini per piccoli problemi interni

Il Governo Meloni potrebbe varare presto un decreto salva-casa, la cosiddetta sanatoria Salvini, un vero e proprio condono edilizio. “La maggioranza delle case degli italiani – ha spiegato il leader della Lega – ha piccoli problemi interni: bagnetti, finestre, verande, soppalchi, tende: milioni di case bloccate dalla burocrazia, il nostro obiettivo è sanare queste piccole irregolarità interne”. Quelle a cui si riferisce il Ministro Salvini sono definite “modeste difformità”. Attualmente la “tolleranza” è al 2%, ma con la nuova norma – è scritto in un documento del Mit – la percentuale della tolleranza potrebbe arrivare all’8% nelle abitazioni fino a 100 metri quadri, per poi scendere, progressivamente, sino al 2% per quelle oltre i 500 metri quadri.

Il Capitano dovrà superare anche lo resistenze di Forza Italia. Gli azzurri non sembrano intenzionati a concedere ulteriori “rese incondizionate” agli alleati. La sanatoria Salvini cancellerebbe le proposte di legge sulla rigenerazione urbana depositate in Parlamento dagli uomini di Tajani. “Siamo tendenzialmente favorevoli a tutte quelle norme che vanno nella direzione di sbloccare situazioni incagliate per problemi burocratici, ma per poter dire sì dobbiamo prima leggere il testo. Le decisioni comunque si prendono in Consiglio dei ministri, che è un organo collegiale”.

Il provvedimento dovrebbe prevedere una norma per Milano. Il sindaco di Milano Beppe Sala e il ministro delle Infrastrutture si sono sentiti al telefono per discuterla. Al centro della telefonata il destino di alcuni edifici sorti in città, al centro di indagini della procura per abusi edilizi. Si tratta di quegli edifici costruiti in base a una Scia (segnalazione certificata d’inizio attività) e trattati dagli uffici urbanistici milanesi come “demolizioni e ricostruzioni”, per i quali invece la procura ritiene che dovesse essere rilasciato un vero e proprio permesso a costruire con un piano dei servizi. La demolizione ha riguardato piccoli manufatti, a fronte dell’edificazione di edifici più alti, con il risultato di “portare” nel quartiere un significativo aumento del numero degli abitanti. Secondo la Procura la necessità di una procedura che guardi anche alle dotazioni di verde, scuole, strade. Il Comune di Milano ha sempre difeso la propria interpretazione della norma, ma il moltiplicarsi delle inchieste ha fatto emergere la necessità di un rimedio “politico”.

Redazione

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