Il garage degli orrori a Ponticelli rende ancora più inquietante l’omicidio di Vincenzo Ruggiero, l’attivista gay assassinato ad Aversa da Ciro Guarente.
Ufficialmente il corpo è da identificare anche se pare che gli inquirenti non abbiano dubbi. La madre di Ciro Guarente vive nei pressi del garage dove è stato rinvenuto il cadavere. Ci sono dei testimoni che ricordano di averlo visto più volte due giorni dopo l’omicidio, entrare e uscire dal garage. Il segnale del telefonino dell’indagato la sera del 7 luglio porta verso Ponticelli di Napoli e non a Licola dove il trentenne aveva riferito di essersi sbarazzato del cadavere.
In Procura si dubita anche sulle modalità dell’omicidio che, secondo il reo confesso, sarebbe avvenuto accidentalmente, nel corso di un litigio, nell’abitazione dove il ventenne abitava con la trans contesa Heven Grimaldi. Sarà l’autopsia a fare chiarezza sull’identità del cadavere. Ci sarà anche da accertare se, vista l’efferatezza del delitto, Guarente abbia premeditato il tutto.
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