I diritti televisivi spettanti alle società di serie A sono pari a € 930 milioni. In serie B tali diritti scendono a € 64. Una bella differenza che penalizzerebbe le squadre retrocesse dalla serie A.
Per non penalizzare queste tre squadre, la Lega ha istituito un paracadute finanziario di € 60 milioni in loro favore da ripartite con la seguente modalità: 25 milioni alla squadra retrocessa dopo tre anni di permanenza in serie A, 15 milioni a chi retrocede dopo due anni di permanenza, 10 milioni a chi retrocede dopo un solo anno di permanenza. Se retrocede una sola squadra con tre anni di permanenza in serie A e le altre due che retrocedono hanno un solo anno di permanenza in serie A, la somma che si ripartirebbero sarebbe pari a 45 milioni, i rimanenti 15 milioni l’intascherebbe la squadra che rimane in B per due stagioni ma con un precedente in A di tre campionati, in questo caso il Palermo. Nessun avanzo con riferimento ai 60 milioni se tra le squadre retrocesse ce ne fossero due con tre anni di permanenza nella serie A, esempio: Palermo e Empoli (se dovesse retrocedere) intascherebbero 25 milioni a testa, Pescara 10 milioni per un totale di 60 milioni, quindi nessun avanzo. L’ultima di campionato mette di fronte il già retrocesso Palermo e l’Empoli. Nasce spontaneo dire: il Palermo ha interesse a battere l’Empoli e rinunciare a 15 milioni di €? La risposta al termine del prossimo incontro. Dalla casa pitagorica non è mancata la risposta del Dg Raffaele Vrenna a proposito delle tante affermazioni che si stanno facendo inerente al paracadute finanziario.“Alla luce di alcuni dichiarazioni – ha affermato il Dg Vrenna – pronunciate da dirigenti di serie A, anche rispetto alle implicazioni del cosiddetto meccanismo “paracadute”, desidero intervenire per smorzare i toni con una riflessione personale. Credo fermamente – ha continuato il Dg – nella correttezza di tutte le società e di tutti i calciatori professionisti. Anche in quest’ultima giornata, so bene che tutti scenderanno in campo con un solo obiettivo: dare il massimo per i propri colori. Rispetto alle motivazioni, collettive o dei singoli, sono certo che ne prevarrà una in particolare: dare una rappresentazione del calcio quale sport che genera emozioni e che sostiene la passione di milioni di persone. Sono rimaste soltanto 90 minuti – ha detto Raffaele Vrenna – da giocare e niente è dato per scontato: un finale così emozionante, probabilmente, è il miglior regalo che il calcio possa fare a tutti i tifosi. Attendiamo – ha concluso il Dg Raffaele Vrenna – con ansia il verdetto finale e…che vinca il migliore”.
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