Il 2016 volge quasi alla chiusura e le pagine della cronaca italiana sono piene di notizie di incidenti stradali. Troppo spesso a perdere la vita sono giovanissimi. Moltissime volte ad avere la peggio sono i centauri. Un vero e proprio stillicidio complice a volte l’alta velocità, in altri casi l’imprudenza di una manovra (i frontali sono tra i più diffusi) o la guida in stato di alterazione.
Un ruolo determinante per scongiurare sinistri mortali è la prevenzione. Sovente non vengono rispettate le più elementari misure di sicurezza e le regole del codice della strada. A volte basta un istante per mettere fine ai propri sogni e lasciare nel dolore familiari ed amici. Il brivido di andare più veloce o di avere il vento in faccia non può valere la vita di una persona.
Deve essere un elemento indivisibile dal motociclista. Il conducente delle 2 ruote e l’eventuale passeggero devono sempre allacciare il casco. Poco importa l’estetica. I criteri che devono orientare la scelta sono: sicurezza e resistenza. In caso di scontro quando si è alla guida di una moto, le conseguenze peggiori sono quelle per la testa. Mettere il casco non è soltanto un obbligo di legge ma soprattutto una salvaguardia della propria vita.
Si può individuare quello preferito tra svariate marche dei caschi per moto in pochi secondi navigando in rete, un’azione semplice che può però salvare la vita. Il web agevola i centauri nell’acquisto. Poco importa il design, basta che sia comodo e che non si dimentichi mai di fissarlo in testa.
Uno studio della Virginia Tech Transportation Institute rileva l’alta incidenza del mancato rispetto delle distanze di sicurezza tre le cause degli incidenti in moto. Sono state poste delle videocamere per riprendere il comportamento dei guidatori per stilare le statistiche. Seguire incollati all’altro mezzo è deleterio soprattutto per il biker che negli scontri ha quasi sempre la peggio.
Lo scorso anno il bollettino di guerra dei sinistri stradali ha registrato una flessione della conta delle vittime. Dai dati statistici emerge anche che la Capitale e Milano occupano la maglia nera di questa classifica.
Roma si accaparra il triste primato dell’incidentalità soprattutto per quanto riguarda il Grande Raccordo Anulare. Lo scorso anno sono avvenuti 733 incidenti, il 53,9% dei tutti quelli avvenuti nelle autostrade. L’area metropolitana romana ha registrato nel 2015 16.570 incidenti stradali con 238 morti pari a -2,9% rispetto al 2014 e 22.409 feriti ovvero -1,6% sull’anno 2014.
Anche il capoluogo meneghino non spicca in materia di incidenti. Solo a Milano nel 2015 ce ne sono stati 14.045. In questo caso +0,2% rispetto al 2014. I morti sono la metà rispetto a Roma cioè 117. I feriti sono stati 18.705. E questi sono solo i dati delle 2 principali metropoli italiane.
Qualcosa in più si può fare. Nel 2017 si potrebbe scrivere di più di buone notizie e meno di incidenti stradali mortali. Questo obiettivo si può conseguire anche con piccole azioni partendo dalla sicurezza. Indossare il casco, rispettare le distanze di sicurezza e non guidare in stato di alterazione.
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