Per l’organo di giustizia di Phnom Penh la condanna di 2 anni addietro, comminata dal tribunale dell’Onu, era stata “appropriata”, vista la mostruosità dei crimini e il ruolo avuto dai 2 accusati. All’ergastolo Khieu Samphan, ex capo dello Stato e Nuon Chea, fido collaboratore dell’ultimo leader comunista Pol Pot.
Il Partito Comunista di Kampuchea in Cambogia si è reso protagonista di crimini inauditi. I Khmer Rossi sono nati nel 1968 come braccio politico dell’esercito popolare vietnamita e rispondevano a Pol Pot, Nuon Chea, Ieng Sary, Son Sen e Khieu Samphan. Strinsero un’alleanza con il Vietnam del Nord, i Viet Cong, il Pathet Lao nel corso della Guerra del Vietnam contro le forze anti-comuniste.
Salirono al potere dopo la Guerra in Vietnam. I Khmer Kraham praticarono la “purificazione della Cambogia” uccidendo gli uomini colti. In pochi anni sterminarono un terzo della popolazione cambogiana. I Khmer Rossi dal 1975 al 1979 imposero al Paese il nome di Kampuchea Democratica.
Il sanguinario regime finì nel 1979 quando fu stabilita la Repubblica Popolare di Kampuchea. Nel 1994 migliaia di guerriglieri si arresero e nel 1996 un nuovo partito, il DNUM, venne fondato da Ieng Sary. I Khmer Rossi si sciolsero a fine anni Novanta.
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