L’opportunità, offerta dallo Stato e raccolta dall’amministrazione comunale, chiude una vicenda le cui origini risalgono agli anni ’50, quando il Coni acquistò dal Comune una porzione di terreno tra viale Ferrarin e il Bacchiglione per costruirvi 2 piscine coperte a fianco di terreni comunali destinati alle piscine scoperte. Negli anni ’60 il Comune, che aveva in gestione l’impianto, vi costruì a fianco una vasca per bambini che andò ad occupare parte dei terreni del Coni, dando il via ad una causa legale tra i 2 enti. Alla fine degli anni ’90, messo da parte il contenzioso, Coni e Comune si accordarono per ristrutturare e ampliare l’intero impianto natatorio: la ristrutturazione, che ha portato alla realizzazione del nuovo Palazzetto del nuoto, è avvenuta a spese del Comune in cambio della concessione d’uso di tutta la struttura per 30 anni, rinnovabili per altri 30. Successivamente il Coni ha ceduto la proprietà allo Stato e ora, grazie alla legge sul federalismo demaniale, il Comune ha potuto chiederne l’acquisizione gratuita.
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