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Il regno dell ‘oltre

Il regno dell’Oltre Di vincenzo calafiore 10Novembre2016 Udine “ Nietzsche ci parla di un superuomo, o meglio dire, un oltre uomo, un uomo che va oltre se stesso, un uomo di coraggio, non uomo di valore, non l’uomo tradizionale.” E’ l’uomo che va “ oltre” i suoi mai finiti viaggi, a bordo di qualsiasi cosa che riesca a galleggiare nei mari fantastici, negli immaginari, sicuro di tornare per raccontare, per donare altre vite, altre essenze, altre speranze, per potere ancora amare. L’OLTRE è un regno di pochi sta dentro o sta fuori. E’ un luogo non luogo. E’ tempo non tempo. E’ sotto ed è sopra. Nel regno dell’oltre il limite non c’è ed i colori hanno musica, l’azzurro ha quello del mare e del cielo quando si muove nell’ala, nei disegni, nei mari spumeggianti di nuvole svaporate senza confini, di tanti venti… e i suoni hanno colori. Le forme si rompono e si trasformano in altre cose, in altri spazi, in altri giorni. Allora perché non lasciarsi andare almeno una volta nella poesia, nella dolcezza, nel sorriso. Perché non lasciare gli stretti vestiti, le corazze, per indossare quelli dei bambini e rimanere bambini, perché rimanere uomini ad ogni costo per camminare su strade che tortuosamente non conducono da nessuna parte se pensi alle guerre, alle distruzioni, alle devastazioni, alle predazioni, al sangue che macchia e non colora? Ma è anche vero che al regno dell’oltre ci arrivi nudo o vestito di manti di seta, a piedi nudi o cavalcando animali volanti o a bordo di astronavi a remi. Per fuggire all’iniquo tiranno, o per esplorare l’ignoto. Oppure per entrambe le cose. Ci arrivi senza corpo, perché l’hai perduto, te l’anno rubato, perché ti hanno violentata,oppure perché ne cerchi il fratello o sorella, gemello splendente. Ci arrivi senza parole, perché ti hanno rubato anche queste, oppure con una parola magica: amore! Che fa spalancare la porta d’oro del sogno e dischiude giardini di alghe e meduse, di fiori e nelle essenze. Nel regno dell’oltre ti perdi e ti ritrovi, oppure ti ritrovi e ti perdi. Puoi incontrare mostri o animali-guida o animali-guida che diventano mostri! Ci porti il dolore,la solitudine, le tristezze, ci trovi il gioco, la vita o la morte. E’ un labirinto! Ci insegui l’amore o il dolore o sei inseguito dall’una o dall’altro per opposti. Sfidante o sfidato, desiderante-desiderato, libero o coatto. Se è ancora possibile amore il suo luogo è lì, nell’oltre, nei labirinti di mare e di cielo al cui centro di luna e di sole giungano, le mani allacciate, un bambino e una bambina.

Redazione

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