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Firenze, accoglienza dei profughi nell’immobile Inps in via De Bosis a Peretola

Nella riunione del Cosp, tenuta in Prefettura, alla quale hanno partecipato il vice prefetto vicario Antonio Garufi, il sindaco Dario Nardella, l’assessore all’Accoglienza Sara Funaro e i rappresentanti della Polizia municipale e delle forze dell’ordine, è stato deciso che l’immobile dismesso accoglierà al massimo una ventina di persone, prevalentemente minori e giovani già inseriti in progetti di accoglienza sul territorio.

L’attenzione verso il quartiere sarà innalzata

“Nell’immobile di via De Bosis sarà ospitato un numero limitato di persone e saranno tutte molto giovani – spiega l’assessore Sara Funaro -. Saranno in prevalenza minori che non arrivano direttamente dagli sbarchi, ma che sono già presenti sul nostro territorio. I giovani saranno seguiti da operatori qualificati attivi 24 ore su 24 e saranno coinvolti, come i ragazzi delle altre accoglienze, in progetti di volontariato per la città”.

“Da parte di tutti, amministratori e forze dell’ordine, sarà posta un’attenzione particolare per ‘alleggerire’ la complessa situazione in cui si trova il quartiere”, continua l’assessore, che replica anche alle polemiche sollevate dal capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Torselli sottolineando come “per l’ennesima volta fa polemica strumentale senza cercare prima di capire come stanno esattamente le cose”. “A Torselli vorrei far presente che ho avuto contatti con i cittadini che abitano nella zona e dopo aver verificato la situazione ci siamo adoperati, come molti di loro sanno, con contatti continui con la prefettura affinché la decisione di accogliere dei profughi in quel quartiere, già di per sé molto complesso e sul quale abbiamo espresso tutte le nostre preoccupazioni e perplessità, fosse il meno impattante possibile”.

Quanto alle autorizzazioni urbanistiche tirate in ballo da Torselli, l’assessore Funaro replica che “il consigliere Torselli dovrebbe sapere bene che le accoglienze vengono gestite dalle prefetture e dovrebbe sapere altrettanto bene che quando vengono reperiti immobili da destinare a Centri di accoglienza straordinaria non viene chiesta nessuna specifica destinazione urbanistica perché nascono come strutture straordinarie e temporanee in base a quanto previsto dall’articolo 11 decreto legislativo 142/2015”.

Redazione

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