Lo straniero- a quanto trapela – sarebbe stato invitato a casa dalla vittima per un incontro occasionale, dopo un approccio presso la stazione dei treni di Gallarate in provincia di Varese. Il ventenne è stato sentito la scorsa notte dai Carabinieri e dal pm Nadia Calcaterra e ha ammesso ogni responsabilità.
Ad incastrare l’ivoriano è stata un’impronta digitale trovata su un vaso in casa di Claudio Silvestri. Quando il giovane è stato fermato aveva con sé l’orologio della vittima, il suo cellulare, monili vari rubati da casa sua e 430 euro in contanti rubati da casa di sua madre.
Ha confessato il giovane fermato con l’accusa di aver ucciso Claudio Silvestri, l’impiegato di 44 anni strangolato in casa sua a Jerago con Orago, nella notte tra giovedì e venerdì scorso. E’ un ivoriano, 22 anni, senza fissa dimora e con precedenti per rapina.
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