Il trionfo dell’effimero e del blob, si potrebbe dire, un inno al flusso continuo tra forma e forma, approccio e approccio, medium e medium. E un’ostentata non-specificità della fruizione: c’è un pubblico “intenzionato”, che partecipa a incontri e momenti di creatività collettiva ma poi, come accennavamo, c’è chi passa e diventa pubblico. Ma si può forse negare che proprio questa è l’aria che tira, che questi sono i tratti peculiari del nostro tempo e soprattutto nelle grandi città? Che fare dell’espressione un pezzo di materia urbana, convivente e interagente con tutto il resto, non sia l’unica via, oggi, da perseguire per sottrarre l’espressione medesima all’obsolescenza e collocarla in un autentico e fisico molteplice spaziale, sopraffatta com’è dal pulviscolo universale e compulsivo del virtuale che per definizione non ha luogo?
Ecco dunque che FotoLeggendo si presenta, anche quest’anno e tanto più per le ragioni fin qui viste, come una “grande festa della fotografia” e delle arti visive, fatta di molti tasselli e molte sedi aperte. Mostre fotografiche a pioggia, dunque, con una serie di manifestazioni a latere (incontri con autori, visioni collettive di portfolio, premi) ma anche tutto ciò che dalla fotografia esce, con la fotografia confina e s’interseca, nella fotografia si diluisce riplasmandola dalle radici:glitch art (l’arte dell’errore che diventa spunto e forma), collage, street art (inevitabilmente). Contaminazioni a gogò, in uno spirito di totale interscambio con la città e di libertà. Non ci sono temi obbligati, non c’è un format stretto e si passa dalla fotografia pura (oltre alle mostre, ad esempio, c’è una mini-rassegna della nuova fotografia francese) alla “cena fotografica collettiva” di SlideLuck e alle improvvisazioni musicali su immagini di Temps Zero. Il caleidoscopio può risultare faticoso: per fare una pausa riflessiva, niente di meglio degli stand dell’editoria fotografica nei cortili di via Libetta.
La topografia di FotoLeggendo: la già citata via Libetta (la strada giovanile e bohémienne per eccellenza della Capitale, tratto alto della via Ostiense verso San Paolo) è la sede principale. Poi ci sono via degli Argonauti con locali e circoli e, sempre in zona, cortili (di scuole e università) e ponti pedonali. E le consistenti propaggini in zona Pigneto-Prenestina-Portonaccio.
Tra i partner istituzionali e privati di FotoLeggendo, determinante il Municipio VIII con il suo sostegno e il patrocinio.
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