Nella sua e-news la dottoressa Chiara Lolli pone l’attenzione sui prodotti ittici. Ecco cosa consiglia: “Il modo migliore per prevenire l’Anisaki è non mangiare pesce crudo o poco cotto.L’Anisakis (Anisakis Pseudoterranova e Contracaecum) è un piccolo verme che si annida nelle interiora del pesce. Molte specie di pesci e molluschi (pesce azzurro, pesce sciabola, sugherello, grongo, nasello, salmone, calamari, seppie ecc.) che giungono sulle nostre tavole sono contaminati da parassiti del genere Anisakis. Quando gli esseri umani mangiano pesce o calamari infetti crudi o poco cotti, ingeriscono le larve di questi parassiti. Una volta all’interno del corpo umano, le larve possono invadere il tratto gastrointestinale (esofago, stomaco e intestino) e provocare i sintomi dell’anisakidosi: una malattia di difficile diagnosi perché dà sintomi molto vari, che possono essere lievi, ma talvolta anche gravi, a seconda del tratto dell’intestino in cui sviluppa il parassita”.
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