I dati di Unioncamere sulla demografia dell’impresa artigiana al 30 marzo 2016 ci consegnano un comparto in Basilicata a due facce: in provincia di Matera la tenuta si sostanzia con saldo zero (100 cessazioni e 100 nuove iscrizioni); in provincia di Potenza il saldo è negativo di 112 unità (212 cessazioni e 100 nuove iscrizioni). E’ quanto rileva Confartigianato Basilicata sottolineando l’analisi di dettaglio dei dati nel primo trimestre dell’anno evidenzia il rafforzamento della tipologia dell’artigianato più strutturata, con una crescita dell’1,80% delle Società di capitale – per l’artigianato solo Società a responsabilità limitata – mentre persistono tassi di variazione negativi per le Società di persone con il -1,24% e per le Ditte individuali con il -1,09%. In chiave territoriale nel primo trimestre del 2016 la dinamica dell’artigianato presenta valori migliori della media in Trentino Alto Adige (-0,46%), Lombardia (-0,59%), Toscana (-0,69%), Veneto (-0,75%), Liguria (-0,83%), Friuli Venezia Giulia (-0,86%), Piemonte (-0,90%). Per le province in positivo la dinamica dell’artigianato nel primo trimestre 2016 a Prato (0,30%); segue Matera (0,00%), Bolzano (-0,13%), Milano (-0,24%), Vibo Valentia (-0,27%), Trieste (-0,31%), Imperia (-0,42%), Venezia(-0,44%), Monza e Brianza (-0,47%), Verbania e Nuoro (-0,48%). “Siamo comunque di fronte – afferma Antonio Miele, presidente Confartigianato Basilicata – complessivamente a 312 ditte individuali e pmi artigiane lucane che hanno cessato l’attività. Queste chiusure – continua – sono il segnale tangibile che il protrarsi della recessione sta riducendo allo stremo le imprese del terziario artigiano e l’impresa diffusa, che vivono sulla propria pelle anche il peso insostenibile dell’eccessiva pressione fiscale e del crollo dei consumi senza precedenti. Dal nostro osservatorio e dai giri sul territorio – afferma ancora il presidente di Confartigianato Imprese Basilicata –risulta un’alternanza di ottimismo e pessimismo. Le incertezze sono dovute in parte ad una situazione internazionale caratterizzata da eventi preoccupanti (terrorismo, prezzo del petrolio e delle materie prime, finanza internazionale). Emerge comunque nel complesso, la determinazione degli artigiani a continuare a lavorare al meglio, come hanno sempre fatto, purché vi sia l’adeguato supporto delle istituzioni. Per questo riaffermiamo con forza e convinzione di essere pronti a un confronto a livello nazionale come a livello regionale per trovare una soluzione comune, nel rispetto dei ruoli e delle competenze”. Per quanto riguarda l’export –osserva ancora Miele – la legge sulla tracciabilità dei prodotti può contribuire validamente a difendere il Made in Italy, a tutela delle imprese –in gran parte artigiane– e dei consumatori. L’eccellenza dei prodotti italiani è un valore che va sostenuto a tutti i livelli. Al riguardo Confartigianato Imprese sta realizzando un’articolata iniziativa contro l’abusivismo e la contraffazione e per la crescita della cultura della legalità, la tutela del Made in Italy e la salvaguardia della salute e sicurezza dei consumatori”.
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