La ragazza era molto ben inserita a Ginevra. Oltre a studiare, aveva cercato anche di aiutare le persone, fare la volontaria come da sempre faceva a La Loggia, il suo paese.
La ricercatrice aveva parlato agli amici “di un ragazzo africano al quale si era avvicinata, all’inizio lo aveva aiutato, poi era nata un’amicizia, forse l’inizio di una storia, ma lei si era presto allontanata, perché erano troppo diversi, lui era diventato un po’ possessivo, molto geloso”. I testimoni dell’aggressione, hanno parlato di un giovane africano, sui trent’anni, molto alto. La Polizia avrebbe così identificato l’amico della dottoranda in Microbiologia molecolare. Si tratta di un senegalese di 36 anni.
Un testimone avrebbe raccontato di aver visto un uomo che corrisponde alla descrizione aggirarsi in strada qualche ora prima, vicino casa di Valentina, suonando anche più volte ai citofoni. Il cerchio si stringe e presto potrebbe essere assicurato alla giustizia il brutale assassino della nostra connazionale.
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