Torna sul grande schermo la musica del compositore Fabrizio Campanelli. Torna, in occasione dell’uscita del nuovo lavoro cinematografico firmato dal regista Luca Lucini, Nemiche per la pelle. La storia di due donne, Margherita Buy e Claudia Gerini, unite solo dall’amore per un uomo.
Sue le musiche del film-documentario di Matteo Gagliardi, “Fukushima: A Nuclear Story”, narrato da Massimo Dapporto, e Willem Dafoe nella versione internazionale, in onda lo scorso 11 marzo su Sky cinema cult e Sky tg24.
Musicista e compositore, si distingue per un linguaggio musicale ricco e originale, caratterizzato da eclettismo ed eterogeneità timbrica, in ambito sinfonico come in quello elettronico. Spazia così dal cinema ai documentari, dalla discografia alla pubblicità e alla televisione, riscuotendo di volta in volta l’approvazione della critica e del pubblico nazionale e internazionale.
Musica descrittiva e funzionale quella che accompagna la settima arte. Il rapporto musica immagine nel suo approccio compositivo? «Sceneggiatura e messa in scena sono i due elementi fondamentali nel dettare la scaletta e i tempi del lavoro, procedendo dal generale, la tematica, al particolare. La musica per immagini corre come un treno su due binari: la funzione e l’estetica. Il primo, la funzione, è condizione necessaria per scrivere una buona colonna; se la musica funziona, si “incolla” alla scena e i due flussi, sonoro e visivo, si integrano in un tutto che è più della somma delle parti. La funzione non è un mero “servizio” alle immagini, né una mera “applicazione”. E’ il veicolo del senso di ciò che è dentro le immagini ma che non si vede; è scritto nel movimento, nel colore, nella mimica, nella storia dei personaggi, nell’intenzione, nella parola. Il secondo binario è quello estetico ed è intrinseco alla forma musicale in sé. E’ in grado di elevare la percezione della colonna e di distinguerla, donando allo stesso tempo profondità al film. Ogni volta che approccio un progetto spendo tutto me stesso per cercare di dare il meglio su entrambi i binari partendo dal tema, quello che considero il fattore chiave e che porta dentro implicitamente anche le future orchestrazioni, riarrangiamenti e derivazioni».
Con le musiche per il cinema del film “Solo un padre” di Luca Lucini è stato candidato al David di Donatello (con “Per Fare a Meno di Te”, interpretata da Giorgia), ai Nastri d’Argento e al Golden Graal. Con la canzone “Lovely On My Hand”, celebre colonna sonora della campagna pubblicitaria internazionale di Calzedonia con Julia Roberts, ha vinto il 44° Key Award per la miglior musica originale.
E, ancora, recano la sua firma le musiche per spettacoli teatrali fra cui “Design Dance” (apertura ufficiale del Salone del Mobile 2012) e “Meet Design”, presentato alla Fiera del Design di Pechino 2012 e per installazioni evento come “Where Architects Live”, prodotta da COSMIT per inaugurare il Salone del Mobile 2014. Così come quelle di documentari storici come “Storia della Shoah” (UTET) o “Storia della prima Repubblica” (UTET) di Paolo Mieli, e moltissimi brani legati a pubblicità di marchi come Calzedonia, FIAT, Intimissimi, Generali, Ferrero, Indesit, Farmindustria, Manetti&Roberts o a sigle televisive come la firma musicale e le sigle del canale CLASSICA di Sky. Sua la firma anche per musiche di numerosi film corporate fra cui Cantine Ferrari, Molteni&C, Mont Blanc, Menarini.
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