La Regione investe sull’alta formazione, ancora una volta. Entro aprile uscirà infatti il bando per 80 borse di dottorato Pegaso, 4 milioni e 400 mila euro di investimento complessivo e 55 mila euro a dottorando, per frequentare percorsi di studi di almeno tre anni con almeno sei mesi trascorsi all’estero in imprese o strutture di ricerca qualificate. Dal 2011 al 2015 sono già state 356 le borse Pegaso concesse. L’ultimo bando era scaduto un anno fa.
“E’ un aiuto che offriamo ai giovani che vogliono perfezionarsi, ma è anche un sostegno alla competitività dell’intero sistema regionale – commentano il presidente della Toscana Enrico Rossi e la sua vice, ed assessore all’università, Monica Barni -. Sviluppo ed occupazione si creano infatti anche valorizzando le eccellenze che abbiamo e rafforzando sinergie fra alta formazione, ricerca e mondo del lavoro”. Il bando, inserito all’interno del più vasto progetto Giovanisì e finanziato con risorse europee in dote alla Regione, si rivolgerà ai laureati con meno di trentacinque anni. La giunta questa settimana ne ha definiti gli elementi essenziali. Le risorse andranno agli istituti.
I corsi, di almeno di tre anni, dovranno possedere l’accreditamento del Ministero per l’istruzione e l’università, usare l’inglese nella didattica e disporre di una rete di sostenitori allargata al mondo del lavoro e della ricerca. Potranno farsi avanti associazioni temporanee di scopo, costituite o da costituire, fra università, istituti universitari e centri di ricerca che operano sul territorio toscano. Alla realizzazione del progetto di dottorato potranno aderire imprese pubbliche e private, enti e istituzioni nazionali e straniere. Ci sarà una priorità e premialità per quei percorsi che si presume possano avere ricadute in campi strategici per lo sviluppo regionale, come le scienze della vita, la robotica e biorobotica, le nanotecnologie e i nuovi materiali, la fotonica, ict , spazio e energie rinnovabili e poi ancora ambiente e biotecnologie verdi, innovazione sociale e conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.
A novembre 2015, nel corso dell’annuale evento sull’uso dei fondi Fse al teatro Verdi di Firenze, testimonial delle borse Pegaso era stata Caterina Guidi, trentaduenne pratese passata per Siena e Firenze e che dal 2012 stava svolgendo un dottorato in economia politica e statistica che l’ha portata per un anno a Barcellona all’Agenzia di salute pubblica.
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