Il provvedimento di fermo e perquisizione del macedone scaturisce da elementi raccolti nell’ambito dell’attività investigativa svolta dal Ros per il contrasto del radicalismo di matrice islamista. Il monitoraggio del macedone fermato ha consentito di verificare come questi fosse dedito alla selezione e al reclutamento, in Italia, di aspiranti terroristi, che venivano poi affidati all’imam bosniaco che si occupava del loro arruolamento tra le fila dell’Isis e del loro espatrio verso le aree di guerra.
Dallo stesso contesto investigativo sono anche state raccolte le informazioni che avevano portato, tempo fa, all’espulsione per motivi di prevenzione del terrorismo, da parte del ministro dell’Interno, dei cittadini macedoni Arslan Osmanoski e Redjep Lijmani, mentre il decreto a carico del marocchino Jaffar Anass non è stato eseguito in quanto l’uomo si troverebbe in Marocco.
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