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Generazione 1810, l’età d’oro del pianoforte, 24 gennaio ore 12.00 al teatro Eliseo

Giovanni Bellucci, celebre virtuoso del pianoforte, è il protagonista di questo entusiasmante recital interamente dedicato al Romanticismo e agli autori che lo hanno interpretato nella musica. L’artista, erede della tradizione pianistica più illustre da Busoni a Pollini, introdurrà al pubblico ognuna delle opere in repertorio, sottolineandone gli aspetti musicali ed espressivi e narrando anche qualche aneddoto in merito alle vite dei compositori. Il programma rende omaggio innanzitutto al genere “principe” dell’universo romantico: quello dell’Opera, le cui intense atmosfere musicali sono magistralmente riportate nell’Aida del grande Verdi e soprattutto nell’Isoldens Liebestod di Wagner, qui proposto nella versione per pianoforte realizzata da Liszt. Quest’ultima è una delle pagine più struggenti e sentimentali del repertorio musicale tipico del Romanticismo, appartenente alla celeberrima Tristan und Isolde di Wagner, riconosciuta come una delle opere romantiche più rappresentative di tutti i tempi. Certamente i nomi che ricorrono più spesso nel repertorio eseguito da Bellucci sono quelli di Chopin e Liszt, massimi esponenti del romanticismo per la musica pianistica. Ascolteremo quindi il Souvenir de Paganini, grande genio del violino che Chopin, suo grande ammiratore, andò spesso a sentire in concerto a Parigi, e due delle opere più celebri del compositore: la Mazurka in la minore e la Polacca in la bemolle maggiore, autentici capolavori del repertorio strumentale romantico. Fra i “cavalli di battaglia” di Liszt invece, non poteva mancare la Rapsodia Ungherese n.12, esempio evidente dell’inimitabile virtuosismo del compositore, noto per aver rivoluzionato la tecnica pianistica durante l’800. Punto di riferimento imprescindibile per gli autori romantici fu l’opera di William Shakespeare, di cui Mendelssohn, altro immenso rappresentante del romanticismo in musica, prediligeva il Sogno di una notte di mezza estate, avendolo trasformato in un’opera molto conosciuta (se non altro per l’immortale Marcia nuziale). Ancora una volta quindi ascolteremo una rilettura pianistica di Liszt, che ne adattò le atmosfere e i fraseggi al suo pianoforte. Il pubblico avrà il piacere di ascoltare uno dei maggiori pianisti viventi, impegnato in un programma di immenso valore letterario-musicale.

Redazione

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