Ancora due settimane per ammirare la mostra Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardi, dal 2 ottobre ospitata nelle sale di Palazzo Caffarelli.
L’esposizione, promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in collaborazione con il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e organizzata dall’Associazione MetaMorfosi con Zètema Progetto Cultura, è stata prorogata fino al 24 gennaio.
Dipinti, disegni e stampe – provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, dall’Albertina di Vienna, dalla Reale Biblioteca di Torino, dal British Museum e dalle Courtauld Institute Galleries di Londra, dal Rijksprentenkabinet di Amsterdam, dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte a Napoli, dallo Städelsches Museum di Francoforte, dalla Galleria Nazionale di Parma – raccontano la profonda relazione che lega Raffaello a Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, e a Federico Barocci, entrambi ricordati nelle testimonianze cinque – seicentesche come eredi dell’Urbinate e considerati tra i più grandi disegnatori della loro epoca. Per i due artisti in realtà più che di influssi si dovrebbe parlare di rielaborazione di motivi iconografici, emulazione e diversificazione rispetto agli originali raffaelleschi.
La mostra affronta dunque il tema del confronto e quello dell’eredità tra artisti vissuti in epoche e luoghi diversi e mette i visitatori al centro di una rete di sguardi incrociati: quello degli autori antichi sul Parmigianino e Barocci e la loro relazione con Raffaello; quello dei due pittori su Raffaello e, infine, lo sguardo stesso dei tre artisti rivolto allo spettatore negli autoritratti selezionati.
In programma visite didattiche e laboratori per le scuole di ogni ordine e grado e visite guidate per il pubblico.
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