Ko Un (Kunsan, 1 agosto 1933), è poeta, scrittore, saggista, autore teatrale e pittore sudcoreano, tra le figure più rappresentative della Corea del Sud contemporanea.
Nella sua poesia c’è il passo e il fiato di una dimensione più alta. Ciò che ha più forza è un discorso maturo e interiorizzato fatto di delicata intimità, di fugaci apparizioni, di emotività, di sogni e, naturalmente, di profonda saggezza.
Ora LietoColle, di Ko Un, presenta ai lettori italiani, L’isola che canta, un libro di poesia bellissimo curato e tradotto con competenza e passione da Vincenza D’Urso, docente di lingua e letteratura coreana all’Università Ca’ Foscari di Venezia …
“Un raggio invisibile allo sguardo/ o un raggio ultravioletto./ Con questo raggio/ voglio illuminare il tuo gigantesco errore e,/ trasformandolo in un fiore, invitare una farfalla.// Errori! Quale fonte di felicità!” (Errore)
Questo è Ko Un. E vale la pena leggerlo perché la sua poesia riattiva la nostra capacità di sentire e vivere profondamente la vita.
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