Antonio Tagliata, 18 anni, fermato sabato dopo una fuga in moto, agli inquirenti ha sostenuto che non voleva “uccidere”. “Volevo solo un chiarimento con i genitori della mia ragazza: ma il padre ha avuto un atteggiamento aggressivo, mi è venuto addosso, e io ho sparato. Non ricordo nient’altro”.
L’arma ritrovata, quella utilizzata per l’omicidio, era stata gettata in un cassonetto. La ragazza, interrogata nella caserma dei Carabinieri di Ancona dal pm dei minori, risulta quindi in stato di fermo con l’accusa di concorso nell’omicidio della madre e nel tentato omicidio del padre, ferito da più colpi di pistola e ricoverato in gravissime condizioni nell’ospedale di Torrette. La giovane, a detta degli inquirenti è apparsa impassibile, nessun pianto, nessuna dichiarazione di pentimento.
La relazione dei due giovani non era ben accetta. La vendetta sarebbe scaturita proprio da questi ripetuti contrasti familiari. I due coniugi, entrambi di 49 anni, sono stati aggrediti da Tagliata in casa, un appartamento al terzo piano di via Crivelli. Era presente anche la sedicenne, fuggita poi con l’assassino a bordo di una moto. I due sono stati ritrovati quattro ore dopo da una pattuglia dei carabinieri nella stazione ferroviaria di Falconara. Agli investigatori sono apparsi ”confusi”, frastornati, e Tagliata ha avuto anche un lieve malore.
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