Centoventisei osterie, 13 trippai di Firenze, 27 chiocciole (riconoscimento per osterie vicine alla filosofia Slow), 20 formaggi (osterie con importante proposta di formaggi), 38 bottiglie (osterie con cantine ben curate). Sono i numeri toscani del “sussidiario del mangiar bere all’italiana” di Slow Food che è stato presentato in Palazzo Vecchio alla presenza, tra gli altri, dell’assessore allo Sviluppo economico e turismo Giovanni Bettarini, del curatore della guida Marco Bolasco di Slow Food Editore, della presidente di Slow Food Toscana Raffaella Grana.
“La cultura del cibo è uno strumento importante per preservare l’enorme patrimonio dei nostri centri storici – ha detto Bettarini – Sostenere la qualità e promuovere la conoscenza sono i principali fattori che abbiamo a disposizione per contrastare la crescita di una rete commerciale di basso livello. Su questo stiamo lavorando con diverse azioni concrete. Iniziative come quelle di Slow food vanno sicuramente in questa direzione, oltre ad essere in linea con la nostra idea di sviluppo del turismo, che vogliamo di basso impatto e forte indotto. Per questo le sosteniamo”.
La presenza della Toscana nella guida 2016 è quanto mai massiccia, con la regione che si piazza al secondo posto per numero di segnalazioni alle spalle del Piemonte.
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