Giordana Di Stefano, madre di un bimba di 4 anni e mezzo, è stata assassinata con diversi colpi di arma da taglio nella sua auto, una Audi A2, in una strada periferica a Nicolosi. Giordana Di Stefano è stata colpita con numerose coltellate all’addome, al torace e alla gola, segno di un accanimento dell’assassino. La giovane era figlia di genitori separati. Dopo essere rimasta incinta aveva lasciato la scuola per dedicarsi alla piccola e nel tempo libero frequentava lezioni di danza classica e spagnola. La ventenne aveva denunciato episodi di stalking.
Giordana Di Stefano proprio oggi avrebbe dovuto partecipare alla prima udienza preliminare nell’ambito del processo per stalking scaturita da una sua denuncia del 3 ottobre del 2013. Da allora non aveva più segnalato minacce e non aveva nominato un proprio avvocato. Gli investigatori ancora non hanno spiegato se l’omicidio è collegato o meno a questo episodio. Nessun elemento collega al momento la denuncia all’omicidio.
I Carabinieri stanno cercando l’ex convivente di Giordana. I due hanno una bimba di 4 anni. La vittima era una ballerina e partecipava a eventi e spettacoli nella Sicilia orientale.
Giordana Di Stefano proprio oggi avrebbe dovuto essere parte lesa nella 1ª udienza preliminare per stalking scaturita da una sua denuncia del 3 ottobre 2013. Da allora non aveva più segnalato minacce e non aveva neppure nominato un proprio avvocato. Non è ancora chiaro se l’omicidio è collegato a questo episodio. Nell’esposto la ragazza catanese segnalava di avere ricevuto messaggi assillanti e degli appostamenti. Da allora nessun altra denuncia. Il procedimento è stato regolarmente incardinato ugualmente dalla Procura di Catania che ha chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato. La prima udienza che si sarebbe dovuta tenere stamattina è però stata rinviata perché il legale dell’imputato ha chiesto il ricorso a riti alternativi ipotizzando anche una bonaria risoluzione.
Dalle indagini emerge che Giordana Di Stefano e il suo ex convivente, Luca Priolo, avevano un contenzioso aperto in sede civile per l’affido esclusivo della loro figlia. La giovane aveva presentato la richiesta e il ventiquattrenne si era detto pronto ad accettare l’accordo se lei avesse ritirato la denuncia per stalking presentata nel 2013. Secondo fonti legali, lui avrebbe voluto lavorare come guardia giurata e aveva bisogno di chiudere il fascicolo penale per potere ottenere il porto d’armi.
Il procedimento per stalking era stato avviato dopo che il giovane era entrato da una finestra a casa di Giordana, nel 2013. Lui si era difeso sostenendo di essere entrato perché aveva visto un auto sospetta fuori e voleva garantire la loro sicurezza.
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