Alexis Tsipras ha pagato a caro prezzo la mediazione con i creditori internazionali e l’Unione Europea. Quantomeno sul piano politico. Il leader greco ha provato ancora il rischia tutto. Impavido. Prima la carta del referendum per “prendere tempo” poi l’accordo e alla fine elezioni anticipate. Ha scelto di non navigare a vista e trasformare le urne in una sorta di nuovo referendum. Avrà ragione lui o l’ala radicale, solo le urne potranno dirlo.
Intanto i dissidenti sono con le spalle al muro e devono organizzarsi in fretta per presentarsi alle imminenti elezioni. Il primo passo è il nuovo partito. Si chiamerà Unità popolare (Leiki Anotita), formato da almeno 25 cosiddetti “ribelli”. Il leader sarà l’ex ministro dell’energia Panagiotis Lafazanis.
La sfida per il futuro della sanità animale non sarà soltanto quella di rispondere alle…
Un violento terremoto di magnitudo 7.6 ha colpito il sud di Panama, in America Centrale,…
L’editore e professionista della comunicazione torinese ospite de L’Approfondimento su Fast News Platform: innovazione, cybersicurezza,…
Gli Stati Parte dello Statuto di Roma ribadiscono il loro sostegno all’indipendenza, all’imparzialità e all’integrità…
Una violenta tromba d’aria si è abbattuta nella mattinata di venerdì 9 ottobre sul territorio…
Il Rettore Marianelli: «Prima le persone, le competenze e la comunità scientifica, poi le strutture».…