Ogni Comune italiano ha un indirizzo anagrafico convenzionale per i senza fissa dimora, a Roma dal 2002 “via della Casa Comunale”, divenuto “Via Modesta Valenti”, in memoria di un’anziana homeless deceduta per omissione di soccorso.
La delibera votata dalla Giunta prevede ora che il domicilio fittizio non possa essere valido come sede legale di società o imprese. Nel corso degli anni si sono riscontrati casi di iscrizioni di società e imprese intestate a persone senza fissa dimora, domiciliate in via Modesta Valenti: un tentativo di aggirare oneri fiscali o pignoramenti sul quale sta indagando la magistratura. Per contrastare questo abuso è in corso un lavoro congiunto tra Campidoglio e Camera di Commercio che sta portando alla cancellazione delle imprese con domicilio sospetto dai registri della CCIAA.
Ogni anno il Dipartimento Politiche Sociali del Campidoglio può procedere ad autorizzare alla concessione di domicilio fittizio anche eventuali altre associazioni che operano nel settore dell’assistenza ai senza fissa dimora. L’iscrizione anagrafica si potrà fare negli uffici demografici dei 15 Municipi esclusivamente attraverso il modello di nulla osta fornito dagli uffici di Roma Capitale. Le singole associazioni inoltre dovranno confermare annualmente, pena la decadenza del servizio, il rapporto di assistenza con le persone iscritte al loro domicilio fittizio.
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