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Cambiamenti climatici, misure a favore dell’agricoltura toscana

Le ha annunciate Marco Remaschi, assessore regionale all’agricoltura, rispondendo alle sollecitazioni giunte dalle associazioni di categoria che hanno manifestato la forte preoccupazione per i raccolti a causa della siccità di questi mesi. Le associazioni hanno anche rappresentato il bisogno di un impegno delle istituzioni di fronte alla frequenza sempre maggiore di situazioni meteorologiche estreme, capaci di mettere alle corde il settore.

“Non è più possibile reagire a questi eventi facendo leva sulla loro eccezionalità – ha esordito Remaschi – Occorre piuttosto avviare un percorso per garantire agli agricoltori un quadro di aiuti e di strumenti certi, da poter attivare di fronte a fenomeni che possono avere anche segni opposti, basti pensare alle ultime due estati, enormemente piovosa quella del 2014, aridissima quella del 2015”.

“Il primo fronte da aprire – spiega l’assessore – è quello delle assicurazioni. Faremo un intervento in sede istituzionale presso le compagnie private per verificare la fattibilità di una copertura ad hoc contro i cambiamenti climatici: la presenza di una garanzia assicurativa è un requisito previsto obbligatoriamente per legge; sul mercato però non si trovano strumenti adatti a queste esigenze. Ed è quindi questa la prima, decisiva barriera per arginare situazioni come quella di quest’anno. A seguire ci sono poi altri strumenti più specifici, necessari all’agricoltore per la sua opera quotidiana: in questi giorni, per esempio, ci stiamo attivando per fare avere agli agricoltori dotazioni straordinarie di gasolio necessario per alimentare i mezzi irrigui. E altre misure di questo tipo valuteremo insieme alle parti sociali per avere rapidamente un quadro dei bisogni a cui corrisponda un adeguato quadro di azioni”.

L’assessore regionale preannuncia tempestiche brevi per la predisposizione di questo quadro di azioni, anche perché la situazione complessiva è sempre più critica: la siccità di quest’estate sta procurando danni molto gravi all’agricoltura toscana. Risultano fortemente compromessi i seminativi (mais e girasole in primis) e notevoli difficoltà riguardano le coltivazioni di patate; inoltre si prevede un calo della produzione di olio e, in alcune aree, di quella di vino. Nè stanno meglio gli allevatori: la lunga fase di calore sta causando unna significativa diminuzione della produzione di latte.

“In passato – prosegue Remaschi – di fronte a un quadro simile si sarebbe usata la parola emergenza. E in effetti è un termine che raffigura bene la situazione ma che è sempre meno adatto: queste emergenze sono ormai una costante e dobbiamo essere in grado di arrivarci con risposte già pronte come ha giustamente evidenziato nei giorni scorsi il presidente Enrico Rossi. Raccolgo perciò volentieri l’appello delle associazioni di categoria e mi impegnerò da subito per la costruzione di questo profilo di azioni che, in sede preventiva, possano sostenere e alleviare l’agricoltore e la sua impresa”.

Redazione

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