Dalle aziende alle società sportive ai pezzi pregiati della città. Il capoluogo lombardo è sempre più orientale. L’ultima operazione made in China in ordine di tempo riguarda lo storico Palazzo Broggi di piazza Cordusio acquistato da “Fosun”, la più grande compagnia conglomerata privata della Cina. Ad annunciarlo è Idea Fimit, il fondo che era proprietario dell’edificio d’inizio Novecento noto comunemente come ex sede Unicredit. Dal 1901 al 1932, il Broggi fu sede della Borsa di Milano, poi trasferitasi nel vicino palazzo Mezzanotte.
L’atto di vendita è stato perfezionato alla somma di 345 milioni di euro. Fosun ha vinto la concorrenza del gruppo immobiliare Hines, alleatosi con il fondo Adia di Abu Dhabi, quella del fondo sovrano di Singapore “Gic” e del duo europeo costituito dal gruppo italiano Prelios e dalla London Regional Properties.
L’avanzata della Cina a Milano è sempre più evidente. Solo venerdì si è consumato un altro affare pechinese. Xiao Dong Zhu, magnate di Shangai, ha presentato in Triennale i suoi “Giardini d’Inverno”, un residence di lusso che deve molto al concept del Bosco Verticale di Stefano Boeri e ambisce a diventare il quartier generale dei business man cinesi in Italia. Un’operazione immobiliare da 100 milioni di euro tra costruzione e acquisto del terreno, localizzato in via Pirelli.
Krizia è stata ceduta alla “Shenzen Marisfrolg Fashion”, altra società cinese. Cinese anche l’ultimo nato tra i servizi di car sharing meneghino, il Sharengo.
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