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Milano, Civica scuola di cinema e Cnr svelano i misteri del DNA

Gli studenti della Civica Scuola di Cinema e il Progetto Bandiera Epigenomica (EPIGEN) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) insieme per raccontare i segreti dell’epigenetica. Sarà proiettato in anteprima nazionale martedì 14 luglio, alle ore 18.30, presso l’ Ex Albergo Diurno Cobianchi in piazza Duomo, il documentario “Epigenetica – Come il nostro corpo memorizza il mondo”, a cura degli studenti del terzo anno della Civica Scuola di Cinema di Fondazione Milano e diretto da Paolo Turro. La sfida raccolta dagli studenti è stata quella di realizzare un documentario di divulgazione scientifica, che informasse sulle promesse dell’epigenetica per la salute umana, attraverso un linguaggio nuovo e innovativo, restituendo un’immagine della scienza e della ricerca, ma soprattutto dei ricercatori, non più caratterizzata dall’austera distanza e inaccessibilità del laboratorio. Gli autori hanno voluto mettere in risalto un aspetto della ricerca scientifica, e dunque del lavoro dei ricercatori, che molto spesso cade in secondo piano, ossia l’interesse primario per i problemi quotidiani della vita delle persone. “La realizzazione di questo documentario conferma il ruolo assunto dalla Civica Scuola di Cinema di Fondazione Milano in ambito nazionale, diventata oggi vero punto di riferimento per i tanti giovani che vogliono avvicinarsi al mondo dell’audiovisivo”, commenta l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca Cristina Tajani. “La collaborazione con il CNR – conclude l’assessore – dimostra come i percorsi formativi seguiti degli studenti sappiano intercettare e rispondere alle  esigenze più diverse della committenza, utilizzando nuovi linguaggi espressivi capaci di facilitare la divulgazione di argomenti complessi come quelli scientifici”. “La Civica Scuola di Cinema di Fondazione Milano prepara per tutti i mestieri del cinema – dalla regia alla ripresa, dal documentario alla sceneggiatura, dalla produzione all’animazione, fino alle nuove tecniche multimediali – e incoraggia i giovani a mettere sempre in campo le loro energie creative e autorali sia sviluppando un’idea da zero, sia al servizio di temi complessi come nel caso di EPIGEN”, ha detto Marilena Adamo, Presidente di Fondazione Milano Scuole Civiche. La metafora del gioco – dal Lego al flipper, dal biliardo agli origami – che fa da filo conduttore al documentario, è centrale nel processo di avvicinamento all’epigenetica e si pone proprio questo duplice obiettivo: aiutare lo spettatore nell’assimilazione dei concetti base ma, soprattutto, raccontare il mondo della scienza diversamente rispetto a come siamo abituati a pensarlo. “Abbiamo deciso di scommettere su un re-styling, per usare un termine alla moda, della scienza – commentano il regista, Paolo Turro, e le autrici, Cristina Coppari e Noemi Punelli -. Il nostro intento è stato di creare un impianto visivo in grado non solo di rendere più immediati dei concetti complessi ma, soprattutto, di uscire dal canone di rappresentazione asettica dello scienziato e finalmente restituire allo spettatore l’immagine della ricerca come atto profondamente creativo. Abbiamo tentato di guidare lo spettatore, prima con la scrittura e poi con la messa in scena, attraverso un mondo fatto di immagini e di parallelismi con la sua vita. Il gioco è centrale in questo processo di avvicinamento all’epigenetica”.

Di questo sono convinti anche il prof. Giuseppe Macino (direttore del progetto EPIGEN), il prof. Giuseppe Testa (direttore del programma EPIGEN di Disseminazione e Politiche Sanitarie) e i loro collaboratori, Luca Chiapperino e Giuseppe D’Agostino, che hanno fornito la consulenza scientifica al progetto: “Pensiamo che questo documentario rappresenti un unicumnel panorama italiano di settore, sia dal punto di vista delle produttive sinergie creative con gli studenti e i docenti della Scuola di Cinema di Fondazione Milano, sia da quello del linguaggio narrativo utilizzato per l’introduzione dei temi dell’epigenetica al pubblico italiano”. “É il risultato di un lavoro di un anno, in cui la contaminazione fra competenze disciplinari diverse – dalla biologia molecolare, alla sociologia della scienza e la cinematografia – ha prodotto una narrazione creativa e coinvolgente di un tema alle frontiere della biomedicina contemporanea, come l’epigenetica, che sarà sempre più rilevante per la vita di tutti noi”.

Redazione

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