Non c’è solo il no alle ispezioni e alle trivellazioni nel Mar Jonio, ma anche la voglia di rafforzare il fronte del dissenso e partecipare un numero sempre più alto di persone rispetto a un’idea di sviluppo che sia compatibile con le vocazioni agricole, turistiche e naturalistiche del comprensorio metapontino e del suo meraviglioso mare al centro degli interessi delle compagnie petrolifere. In sintesi è il messaggio venuto fuori ieri dalla riunione, promossa dal Pd di Policoro, e a cui – si legge in una nota congiunta sottoscritta dai segretari di circolo Adele D’Agostino – Policoro, Claudio Scarnato – Scanzano, Rocco Negro – Pisticci, Vincenzo Montesano – Rotondella, Gianni Santoiemma – Montalbano, Giuseppe Chiurazzi – Nova Siri, Dino Paradiso – Bernalda, Giuseppe Paolo Ventimiglia – Valsinni – hanno partecipato i segretari e gli attivisti del Pd della fascia jonica. “Subito due iniziative: un consiglio comunale aperto che si svolgerà a Scanzano Jonico nei prossimi giorni che sarà convocato dal presidente del consiglio comunale cittadino, Claudio Scarnato, e un documento congiunto, sottoscritto da tutti i circoli del Materano, da indirizzare al segretario nazionale del Pd, nonché presidente del consiglio, Matteo Renzi”, è riportato nella nota stampa prodotta al termine dell’incontro di ieri sera. E, ancora: “Sosteniamo il governatore lucano Marcello Pittella e condividiamo l’idea di aprire un tavolo permanente con i governatori della Puglia e della Calabria sulla questione. Siamo inoltre pronti a sostenere tutte le azioni legali e di protesta civile che saranno attuate per dissuadere qualsiasi volontà finalizzata all’ottenimento di autorizzazioni di ricerca o peggio di coltivazione di idrocarburi. Seguiremo con molta attenzione tutte le fasi di interlocuzione che i vertici regionali terranno a tutti i livelli istituzionali, senza in alcun modo tralasciare ciò che accadrà a Bruxelles. Fra i nostri compiti ci sarà quello di divulgare le informazioni al fine di coinvolgere quanto più possibile tutti i cittadini e sensibilizzarli sui temi e sulle azioni da mettere in campo che hanno come unico e preminente scopo quello di difendere il territorio che è volontà condivisa e che non ha bandiere ma che si alimenta di quei valori costituzionali che stabiliscono il rispetto della salute, la sicurezza dei popoli e la dignità degli stessi affinché siano liberi di esprimersi per poter contribuire al progresso morale, civile ed economico. Le sole ipotesi di avviare ispezioni e estrazioni non solo disattendono tutto ciò – e se attuate minerebbero l’ecosistema – ma attentano alla pace sociale, costruita con impegno e fatica e che è dovere civico di tutti difendere da qualsiasi minaccia imminente”.
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