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Quelli della sinistra che abbandonano il Pd, un film già visto in altre precedenti occasioni

“Questo Pd al Governo, con Matteo Renzi presidente del Consiglio, non è in grado di risolvere i problemi del Paese, non tutela i cittadini delle fasce più basse: pensionati, lavoratori in mobilità e cassintegrati, disoccupati; sul versante dei servizi è altrettanto assente e l’Italicum (nuova legge elettorale) è una schifezza; la riforma della scuola è punitiva nei confronti degli insegnati. Di fronte a ciò non intendo rimanere nel Pd”. Queste parole si ascoltano da chi sta abbandonando il Partito democratico costruito da Walter Veltroni nel 2008 alla vigilia delle elezioni politiche. Tra chi ha lasciato ci sono gli on. Pippo Civati, Stefano Fassina, Alfredo D’Attore e l’ex segretario nazionale della Cgil e ex Sindaco di Bologna Sergio Cofferati. Il loro intento ricostruire nuovamente un ampio schieramento di sinistra per dare le giuste risposte ai milioni d’italiani che attendono da anni (occupazione, servizi, sicurezza). La ricostruzione della sinistra dovrebbe avvenire, stando alle affermazioni di Fassina e altri, con il coinvolgimento di Sel e alcuni movimenti di sinistra. Se così sarà, nascerà un raggruppamento simile a quello delle elezioni del 2008 denominato “Arcobaleno” che comprendeva Rifondazione Comunista, Comunisti italiani, Verdi ed altri. Risultato di questo partito nessun eletto in parlamento e via libera al Centrodestra ed a Silvio Berlusconi che ritornò nuovamente al governo per altri tre anni fino al 2011. Gli attuali sondaggi affermano che Matteo Salvini e Matteo Renzi godono dello stesso gradimento degli italiani come leader politico e il M5s continua a crescere. I migliori auguri a Fassina, Civati, D’Attorre, Cofferati e agli altri che si aggregheranno. Nell’attesa che quest’avvenga, dovrebbero fare sapere con chi si presenteranno alle prossime elezioni politiche che, molto probabilmente, ci saranno subito dopo il referendum sull’Italicum (settembre 2016) per vincere le elezioni e mettere in essere una nuova politica. Per alcuni parlamentari e non, lasciare il maggiore partito della sinistra per farne un altro più piccolo, è un film visto e rivisto già in precedenza con la nascita del Pds prima e dei Ds dopo ed il risultato fu l’indebolito dell’intera sinistra italiana e porte aperte alla destra alla guida del Paese per molti anni.

Redazione

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