Bonifacio Vincenzi dopo la recente prova narrativa, Testimone un cane ed altri racconti (Panesi Edizioni), approda ora alla poesia con Le bambine di Carroll, edito di recente dalla casa editrice lombarda LietoColle.
Proprio a proposito di quest’ultima silloge, c’è da dire subito che non ci sono punti di riferimento dal punto di vista critico: né prefazione, né postfazione. Una scelta precisa dell’editore, probabilmente. Ci sono solo alcuni versi di una poesia nella quarta di copertina che recitano così:
“ (…)Nessuna mente è sgombra/ si vive sotto cumoli /di immagini, di esultanze effimere /Dio vivo e solo ormai / nutre la sua gloria con il lieve / mormorio dei ruscelli.”
Versi significativi che ben inquadrano il corpo e l’anima del libro.
Alla fine il pregio e il merito di questo volume di poesie è quello di illuminare vividamente le tante contraddizioni del nostro tempo:
“ (…) Di istante in istante /ognuno crea la sua realtà/ se ne fa scudo / garantisce /nella sua piccola isola/solitudini e silenzi / Per soffrire si toglie/ senso alle parole/ nessun canto struggente /nessuna aura avvolgente / ma specchi rotti/ in cui ripassano pezzi/ di ricordi che oscurano/il sole del presente.”
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