L’uomo di 41 anni ha fondato un “impero del metallo prezioso” con 25 negozi in tutta la zona. Il giro di affari era dell’ordine di 30 milioni di euro all’anno. “Mirko Oro” era diventato il marchio più famoso dell’intera zona, sponsor principale anche dell’edizione 2013 del Palio di Legnano. Frequentava vip dello spettacolo. Di recente era stato condannato per lesione e maltrattamenti ai danni dell’ex compagna, madre di sua figlia, Nadia De Luca. Fu proprio quella lite furibonda di inizio luglio 2014 a sancire di fatto l’inizio della sua caduta imprenditoriale. Finì infatti in prigione e il suo socio Giacomo De Luca diede il via allo smantellamento delle loro società. Alcuni negozi furono chiusi e altri rilevati da parenti del Rosa, il quale, dopo l’esperienza in prigione, accettò un percorso di recupero per liberarsi dalla cocaina.
Tutto sembrava finito lì e dopo la scarcerazione delle scorse settimane, l’ex Re dell’oro aveva dichiarato di voler iniziare una nuova vita. C’era però un’indagine in corso, iniziata a giugno dello scorso anno e conclusa con 11 misure di custodia cautelare e 26 capi di accusa tra cui evasione fiscale, associazione a delinquere, ricettazione e riciclaggio. Mirko Rosa è tornato in carcere.
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