E’ successo in località San Polo in Rosso a Gaiole in Chianti. Arturo Barberini e i suoi genitori erano giunti per stare in compagnia di tre coetanei del figlio e dei loro genitori. La famiglia Barberini, residente a Fiesole, dopo la chiusura delle scuole era arrivata a Siena dove possiede un’abitazione. Aveva deciso di accettare l’invito degli amici che abitano a Gaiole in Chianti.
Nessuno aveva detto ai padroni di casa che Arturo Barberini era allergico ai latticini. Nella pastasciutta era stato messo del formaggio. Il diciassettenne ha iniziato a mangiare e appena ha mandato già l’ultimo boccone ha iniziato a sentirsi male. Subito i presenti hanno capito la gravità della situazione e hanno subito chiesto aiuto al 118. Nel volgere di pochi minuti le condizioni del ragazzo sono peggiorate fino alla morte. Sarebbe bastata una fiala di adrenalina per strapparlo alla morte, ma nessuno in quel momento ce l’aveva.
Sono intervenuti i Carabinieri di Gaiole i quali a loro volta hanno informato il pubblico ministero di turno. Quest’ultimo ha attivato la tossicologia e la medicina legale. L’autopsia ha confermato che il diciassettenne era morto per choc anafilattico. La salma è già stata restituita alla famiglia. Al ragazzo pare che fin dalla nascita fosse stato diagnosticato che era allergico ai latticini. Non poteva in alcun modo ingerirli perché per lui erano mortali. Un’allergia importante, dunque, tanto che all’età di 11 anni aveva avuto un altro choc anafilattico.
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