Sulle istanze giacenti a Roma relative alle nuove estrazioni petrolifere in terra di Basilicata, in Puglia ed in Campania, interviene il Direttivo del Movimento Liberiamo la Basilicata:
“Il riferimento riguarda sia le ricerche e prospezioni per estrazioni petrolifere di terra ferma, sia quelle di mare. Preliminarmente si fa rilevare all’opinione pubblica che il life motive degli ultimi giorni è quello che vorrebbe una regione Basilicata tutta protesa in maggiori e più stringenti controlli sulle attività petrolifere per garantire la serenità del popolo lucano e non solo (ricordiamo che siamo i principali esportatori di acque ad uso potabile di tutto il Sud Italia).
Noi come Liberiamo la Basilicata invece riteniamo che la storia dei controlli sia l’ennesima presa in giro perchè è del tutto evidente che estrarre in aree ricche di acque di sorgenti e di fiumi, invasi e torrenti non è la stessa cosa che estrarre nei deserti dove non si producono danni all’ecosistema.
Abbiamo situazioni di inquinamento da estrazioni petrolifere in località distanti anche 90 (novanta) Km dal luogo di estrazione e lavorazione e ciò perchè nel mentre si estrae vi è bisogno di luoghi ove lavorare e trattare i fanghi di estrazione”.
“Nel corso delle precedenti elezioni amministrative del comune di Potenza, – prosegue la nota – liberiamo LA BASILICATA lanciò uno slogan Potenza città Parco Nazionale ed intende ricordarlo in questo comunicato. Tra i capoluoghi di Regione la città di Potenza ha il più alto numero d’Italia in termini di boschi e foreste.
Proviamo a valorizzare qualcosa che dura in eterno ed investiamo in energia rinnovabile e pulita.
Persino i paesi arabi stanno dicendo che quando estrarranno l’ultimo barile saranno felicissimi perchè stanno investendo miliardi in rinnovabile ed una politica miope e sorda alle grida della gente continua a ritenere la Basilicata ed il Sud Italia l’Hub energetico ed il monnezzaio d’Italia e d’Europa”.
“La Basilicata ha già dato ed anche tanto come tutto il Sud – conclude la nota di Liberiamo la Basilicata – e chiediamo una moratoria che preveda tanto per il rischio sanitario e di inquinamento tanto per il rischio sismico per terremoti indotti (alcuni pozzi sono sulla faglia sismica in aree dove nel passato sono morte migliaia di persone…) che si escluda la Basilicata e l’intero sud dalle ricerche, prospezioni ed estrazioni petrolifere”.
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