Le regionali hanno ridimensionato drasticamente il Pd tornato nei confini bersaniani. Ma il peggio è da venire almeno stando ai sondaggi, ultimo in ordine di tempo quello pubblicato da “Affari Italiani”. Drammatico il quadro a Roma. Se si votasse oggi il Partito democratico raccoglierebbe il 17% a fronte del 30% dei Cinque Stelle. Ai grillini potrebbe riuscire il “colpo” proiettandosi al ballottaggio ma non con i dem bensì con la lista Marchini attestata al 20%.
Fortuna per Matteo Renzi che Ignazio Marino non ha alcuna intenzione di dimettersi nonostante gli scandali di Mafia Capitale. “Io ho cacciato i corrotti e allontanato nelle prime settimane del mandato persone poi finite in carcere. Ho chiuso la discarica di Malagrotta dopo 50 anni e riaperto i cancelli delle spiagge dopo 30. I criminali temono me e la mia giunta”.
Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario del partito a Roma, sta iniziando a bonificare i circoli tentando di azzerare i potentati locali. Il Pd prova a salvare il salvabile. Per il Nazareno si tratta di attendere per un paio di mesi, fino al 30 luglio, quando il Prefetto Gabrielli deciderà se sciogliere o no il Consiglio comunale.
Le opposizioni insistono a chiedere le urne. Alfio Marchini rilancia: “Comprendo che il Pd con orgoglio difenda Zingaretti e Marino. Ma i romani non meritano questa agonia: commissariamento e poi elezioni anticipate”.
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