Banchi dell’esecutivo occupati oltre che dal sindaco e dal vice sindaco Antonella Marcoz, dagli assessori Delio Donzel, Valerio Lancerotto, Carlo Marzi, Andrea Edoardo Paron e Marco Sorbara. Michele Monteleone del Pd è stato eletto presidente dell’assemblea con 18 voti (Dina Squarzino, proposta dalla minoranza, ne ha ottenuti 9).
I gruppi di opposizione non hanno risparmiato critiche alle linee di indirizzo che, secondo Nicoletta Spelgatti (Lega Nord) “sono scollegate dalla realtà, non c’è coraggio e non ci sono soluzioni pratiche”.
“Ci aspettavamo indirizzi generali, ma non generici – ha rimarcato Carola Carpinello (Altra Vda) – non vediamo nessuna discontinuità rispetto alla passata legislatura”. Stessa posizione è stata espressa da Luca Lotto (M5s): “E’ un documento poco ambizioso che, anche se si attuasse completamente, sarebbe comunque poco per la nostra città”.
Giuliana Lamastra (Alpe) ha lamentato il fatto che “non c’è la discontinuità evocata, visto che quattro assessori su cinque sono della precedente legislatura”.
Etienne Andrione (Uvp) ha lanciato a Centoz una sfida: “dimostri che il Comune di Aosta non è teleguidato dal secondo piano del palazzo regionale”.
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