La postazione della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori della Basilicata all’Expo 2015 è diventata in questi giorni punto di riferimento all’interno del Biodiversity Park per i piccoli agricoltori di tutto il mondo che credono nella biodiversità.
Una scelta di collocazione non casuale – rende nota la Cia lucana– per offrire ai visitatori una vetrina dell’eccellenza delle produzioni agricole locali e per riproporre le “ricette” sulle crisi di settore e i punti di debolezza dell’agro-alimentare lucano. Inoltre, sottolinea la Confederazione, il documento “Territorio come destino” che accompagna la Carta di Milano sono soprattutto i piccoli agricoltori, ieri gli “zappaterra” meridionali ed oggi moderni imprenditori, i protagonisti del processo di gestione responsabile del suolo, lotta allo spreco, per garantire un diritto al cibo e un futuro sostenibile alle generazioni future.
Agricoltura sostenibile è un processo che persegue una serie di obiettivi che devono sottostare a tre principi fondamentali: Sostenibilità Ambientale, Sociale, Economica.
In vetrina, la Cia ha selezionato i prodotti d’eccellenza: il peperone di Senise (Azienda Antonio Gazzaneo), i vini Aglianico (Eleano Rionero) e Bio Tenuta Marina Policoro, il caciocavallo podolico (Azienda Antonio Digilio Ferrandina), i fagioli di Sarconi (Domenico Belisario), e le innovazioni di cotto fichi-marmellate (azienda Terra Vecchia, Policoro) e pane e funghi (Paolo D’Andrea, Acerenza). Le idee progettuali nel confronto all’Expo con gli altri piccoli produttori per la costruzione di un modello economico, sociale e produttivo sostenibile, partono dalla “Carta di Matera” (realizzata in occasione della Festa dell’Agricoltura che la Cia nel 2012 ha voluto a Matera).
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