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Roma, la Carmen napoletana di Enzo Moscato all’Argentina

Iaia Forte è laCarmen mediterranea di Enzo Moscato sul palco dell’Argentina da oggi fino al 19 aprile. Un altro amato attore napoletano, Roberto De Francesco, sarà Cosè, mentre una gran banda di attori e cantanti partenopei popolerà il palcoscenico. La regia è di Mario Martone, le musiche, ispirate alla Carmen di Georges Bizet, sono eseguite dal vivo dall’Orchestra di Piazza Vittorio.

L’ispirazione gitana di Mérimée e Bizet trasmigra quindi a Napoli, altro luogo deputato di incrocio di culture e contaminazioni musicali ed i riferimenti sono sia la zarzuela che le sceneggiate del teatro popolare del grande Raffaele Viviani.

Dopo Roma lo spettacolo – una produzione Teatro di Roma e Fondazione del Teatro Stabile di Torino – andrà in scena a Genova, Bari, Brindisi, Fano, Milano (Carmen è inserita nel programma del Piccolo Teatro nel “semestre Expo” e nella rassegna “Expo in città 2015”), Trieste.

“Quando ho pensato di dare vita con l’Orchestra di Piazza Vittorio a una Carmen napoletana, secondo i modelli del teatro musicale popolare che vanno da Raffaele Viviani alla sceneggiata – annota Mario Martone – ho proposto a Enzo Moscato di scriverne il testo, chiedendogli un copione in cui ci fossero dialoghi e personaggi ispirati alla tradizione, ma guardando alla novella di Mérimée, oltre che all’opera di Bizet. Quel che mi ha sempre affascinato della novella è il fatto che la vicenda è rievocata: Mérimée immagina che Don Josè gliela racconti in prigione, la sera prima di morire impiccato. Enzo ha colto al volo questa indicazione e ha scritto un testo che si muove su due piani, quello del racconto al presente e quello passato dell’azione rievocata. Ne è nato lo spettacolo che vedrete, in cui procedono di pari passo le parole di Mérimée e dei librettisti Meilhac e Halévy completamente reinventate da Moscato e la musica di Bizet trasfigurata da Mario Tronco con Leandro Piccioni e l’Orchestra di Piazza Vittorio. La contaminazione è totale: Napoli si pone come centro di un mondo latino fatto di nomadismi, dalla Spagna alla Francia e, via via trasmigrando, fino a Tunisi. La lingua e la musica sono al centro di tutto, il vortice che tutto attrae: l’amore, la passione, il tradimento, la libertà e la violenza, l’allegria e il dolore, il mistero. Non c’è un’epoca definita (anche se sentiamo balenare tanto la Napoli del dopoguerra quanto quella della criminalità dei nostri giorni), non c’è La Micaela dell’opera (che in Mérimée non esiste, serviva a Bizet per ragioni morali e musicali). Soprattutto, nel testo di Enzo Moscato, la protagonista non muore: a raccontare al “forestiero” (cioè a tutti noi) quanto è successo non c’è più solo Don Josè, anche Carmen prende finalmente parola”.

Il Teatro di Roma propone un programma di attività e appuntamenti di approfondimento Intorno a Carmen a partire da venerdì 20 marzo ore 17 con l’incontro pubblico in Sala Squarzina con Mario Martone e la Compagnia, modera Gianfranco Capitta.

Si prosegue giovedì 26 marzo ore 21 sul palcoscenico del Teatro Argentina con la proiezione della Carmen diretta da Francesco Rosi (film-opera del 1984), come omaggio al grande regista e intellettuale napoletano.

Ed ancora in Sala Squarzina:  giovedì 2 aprile ore 21 proiezione di Rasoi (1993, 55 minuti) con Enzo Moscato, Toni Servillo e Iaia Forte; mercoledì 8 aprile ore 21 I dieci comandamenti di Raffaele Viviani (2000,125 minuti). Ambedue i lavori sono con la regia di Martone.

Ultimo appuntamento venerdì 10 aprile ore 17 con la proiezione del  Don Giovanni di Mozart nella messa in scena di Mario Martone, per la stagione d’opera del Petruzzelli del 2012.

Redazione

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