La ragazza di 17 anni era volata giù da un balcone al secondo piano dell’hotel Colombo. “Anche lei avrebbe voluto donare gli organi se necessario per salvare chi ne aveva bisogno. Il suo desiderio di fare vivere altri espresso allora ė stato esaudito”. Così i genitori di Anastasia Dakmli. La minorenne, all’ultimo anno di liceo, era in gita scolastica, proveniente da Alessandropolo, cittadina al confine con la Turchia. La sera di giovedì 5 marzo venne portata in ambulanza all’ospedale Sant’Eugenio poitrasferita con urgenza al Cto della Garbatella per essere operata dallo staff di Neurochirurgia del professore Fabio Iacovino.
Anastasia ha subito due interventi alla testa. Le sue condizioni sono state definite da subito disperate. Mercoledì all’ora di pranzo i medici hanno dichiarato la morte cerebrale della ragazza. Nella notte l’ok all’espianto.
Sull’accaduto c’è un’indagine del commissariato Esposizione. I familiari sono convinti che sia stata una drammatica fatalità, una “ragazzata” finita male. Anastasia aveva bevuto un po’ con gli amici ma il mix con gli antistaminici che prendeva per un’allergia l’ha alterata. Per loro la studentessa non aveva alcun motivo per togliersi la vita.
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