Ad affermarlo Papa Francesco in visita nel quartiere romano. “La gente di Tor Bella Monaca, come ha detto il parroco, è buona. Ha solo un difetto, lo stesso che avevano Gesù, Maria e Giuseppe: essere poveri, con la differenza che Giuseppe e Gesù avevano un lavoro, la gente di qui no”. Papa Francesco ha risposto agli interrogativi del Consiglio Pastorale della parrocchia di Santa Maria. Per molti, ha detto, “c’è la tentazione: il bisogno di dare da mangiare ai figli, ti mette alla prova. Questa è l’ingiustizia. La discriminazione è peccato grave. La gente buona è costretta a fare cose cattive. Il diavolo entra con l’alcol e la droga e ci spinge a fare cose cattive. Ma sotto la polvere c’è un’anima buona”.
Certe volte “la vita spinge contro un muro”. Papa Francesco ha commentato così, incontrando il Consiglio Pastorale della parrocchia di Tor Bella Monaca, la storia di “un uomo finito in carcere perché aveva rubato un pezzo di carne per dare da mangiare al figlio. Se tuo figlio ha fame e la società non ti aiuta puoi cadere nella rete dei cattivi che sfrutta il bisogno”, ha spiegato il Papa rilevando che “i mafiosi sfruttano la gente buona” e denunciando che “la polizia prende loro e non i mafiosi”. “Il consiglio che vi do, il primo comandamento pastorale è la vicinanza”, ha detto ai membri del Consiglio Pastorale. “Non possiamo andare con il ‘tu devi’, ma con la carezza e la vicinanza”, ha scandito. “La carezza, la tenerezza, il gesto di sfamare: queste cose fanno molto bene.
Gesù si è fatto vicino a noi, ha sofferto come noi e il primo cammino è la vicinanza”, ha continuato Francesco. “Non possiamo ingannare Gesù, lui ci conosce da dentro. Questa può essere una bella domanda a metà Quaresima: Gesù si fida di me? O faccio la doppia faccia? Mi faccio cattolico, mostro di essere vicino alla chiesa, e poi vivo come un pagano?”.
Celebrando la messa nella parrocchia di Tor Bella Monaca, Papa Francesco ha esortato i fedeli a fare questo esame di coscienza. “Magari – ha aggiunto – uno pensa che può fare male perché tanto non lo raccontano a Gesù. Ma lui lo sa, conosce tutto quello che è dentro del nostro cuore. Non possiamo fare finta di essere santi e poi portare avanti una vita che non è quella che lui vuole”. “Il nome che dava a questi dalla doppia faccia è ipocriti”, ha ricordato nell’omelia.
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