Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano comunica che le notizie circa la reintroduzione di lupi nel territorio dell’area protetta è completamente priva di ogni fondamento. Anche il riferimento all’impiego dell’elicottero del Corpo Forestale dello Stato per la suddetta reintroduzione, è da considerarsi oltremodo grottesco e surreale, oltre che infondato e falso. L’Ente Parco sottolinea, in merito, che né in Basilicata né in Italia sono contemplate misure o progetti che prevedono la reimmissione del lupo. A tal proposito si esortano gli allevatori a non prestare alcuna considerazione a simili notizie che nascono, evidentemente, da leggende artatamente diffuse, partendo dal presupposto che nel nostro territorio quella del lupo è una presenza antica. Obiettivo dell’Ente Parco è quello di mettere in campo progetti volti alla gestione del problema attenuando i conflitti tra il predatore e le attività umane. “A questo scopo il ministero dell’Ambiente ha promosso un’azione per una strategia comune che stiamo portando avanti insieme ai Parchi nazionali Alta Murgia, Aspromonte, Cilento, Pollino e Gargano –ha affermato il responsabile dell’Ufficio Natura del Parco – che cerca di affrontare il problema in modo sistemico, in quanto problema comune a tutti questi territori” Si stanno tenendo nei parchi come sopra citati, e quindi anche nel Parco dell’Appennino Lucano, appositi seminari per formare operatori e illustrare le azioni che si intende mettere in campo al fine di ridurre il conflitto sempre più marcato tra gli allevatori e i predatori con interventi mirati alla prevenzione dei danni, pur nella consapevolezza che la conservazione della specie lupo riveste un ruolo fondamentale all’interno dell’ecosistema. Intanto il Parco dell’Appennino Lucano informa che fin dalla sua Istituzione ha adottato il regolamento che consente di indennizzare i danni agli allevatori che subiscono atti di predazione da parte di lupi, cinghiali e ungulati in genere.
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