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Anisap Basilicata su ricetta elettronica

Le gravi difficoltà lamentate dai medici di famiglia nell’applicazione dal primo febbraio scorso del provvedimento che introduce le “ricette dematerializzate” sono identiche per i titolari delle strutture specialistiche ambulatoriali alle prese con una situazione sempre più caotica che si ripercuote direttamente sull’utenza. Lo sostiene in una nota Anisap Basilicata parlando di “autentico flop” determinato dall’assoluta mancanza di un preventivo confronto oltre che con i medici di famiglia con gli operatori della specialistica ambulatoriale soprattutto nella fase di definizione del nomenclatore delle differenti prestazioni da erogare. Siamo ancora una volta di fronte all’improvvisazione che, giustamente – evidenzia Anisap Basilicata – ha già determinato la decisione dei sindacati dei medici di famiglia Fimmg e Snami di non dare corso alle nuove procedure di ricetta. Si è fortemente sottovalutata la complessità di prestazioni che riguardano esami di laboratorio, tac, visite specialistiche e rx, solo per fare gli esempi più frequenti, mentre quella che doveva essere una prima sperimentazione, nonostante siano trascorsi già alcuni anni dall’avvio dell’iter che introduce la ricetta medica elettronica, non è stata governata in maniera efficace perché il sistema è macchinoso e pieno di falle. E inoltre ai medici mancano gli strumenti idonei per operare: linea adsl, software, ecc. Pur riconoscendo i principi positivi tesi a garantire attraverso un migliore controllo innanzitutto un taglio della spesa farmaceutica e quindi un risparmio della spesa sanitaria regionale, l’avvio a macchia di leopardo – continua la nota – mette in condizione le strutture della specialistica ambulatoriale di non essere in grado di far fronte alle nuove esigenze. Ci associamo pertanto alle sollecitazioni dei medici di famiglia per un confronto immediato con il Dipartimento Salute della Regione e all’introduzione di misure correttive per superare le numerose incongruenze manifestate sinora dal sistema, ad iniziare dall’adeguamento dei software dei medici, dei farmacisti e delle strutture al nuovo corso della sanità elettronica.

Redazione

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