Due settimane in più fino al periodo 17-19 marzo per far approdare in Senato il disegno di legge anticorruzione. Lo ha stabilito la capigruppo di Palazzo Madama. La Commissione, che ha all’esame il provvedimento, ha preso tempo. Il rinvio è stato deciso dopo che la maggioranza si è spaccata in Commissione Giustizia della Camera, con Area Popolare che si è schierata apertamente contro il nuovo testo riformulato dal Governo che allunga di molto i termini per la prescrizione per i reati di corruzione.
Il testo base su cui è intervenuto l’esecutivo era stato firmato dai due relatori di maggioranza del provvedimento, Sofia Amoddio (Pd) e Stefano Dambruoso (Sc). Gli stessi relatori, con parere favorevole del Governo, hanno proposto l’aumento dei tempi della prescrizione della metà per i reati di corruzione più gravi, in cui il patto di omertà impedisce l’emersione. Favorevoli Pd e Sel, opposizione dura da Ncd e Forza Italia.
La decisione di far slittare l’arrivo in Aula al Senato del ddl è stata assunta, ha riferito il presidente Grasso, anche “in relazione allo stato dei lavori nella Commissione giustizia” di Palazzo Madama, dove nel frattempo non risulta ancora formalmente presentato l’emendamento del Governo sul falso in bilancio. In Commissione continua l’ostruzionismo degli uomini di Berlusconi sul provvedimento.
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