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Livorno, al lavoro per candidare Fossi e Fortezze a Patrimonio dell’Umanità

“Gli ideali di cui il Club Unesco livornese si fa promotore sono anche i nostri: la tutela del patrimonio culturale, la promozione dell’educazione, delle scienze e della cultura. Per questo siamo soddisfatti di intraprendere questo cammino insieme per la valorizzazione del nostro territorio”. Così il sindaco di Livorno Filippo Nogarin ha dato il benvenuto al Club Unesco Livornese, accogliendo nella sala delle cerimonie la presidente della Federazione Italiana Club e Centri Unesco Maria Paola Azzario, la presidente del club Unesco Livorno Margherita Mazzelli e la vicepresidente Rossella Bruni Chellini.

L’iniziativa fa seguito al proposito dell’Amministrazione di candidare il sistema di Fossi e Fortezze a Patrimonio Unesco. Un percorso lungo e impegnativo, che si articolerà in vari fasi, e che nei prossimi mesi vedrà Comune e Autorità Portuale collaborare al fianco del Club Unesco Livornese.

“Abbiamo idee, capacità e progetti, se li mettiamo insieme sono certa che qualcosa di bello succederà” ha dichiarato la presidente Azzario che nel suo intervento ha ripercorso la storia dell’Unesco, dalla sua costituzione, nel 1945, fino alla nascita dei club nazionali (l’Italia con i suoi 145 è il secondo Paese al mondo dopo la Francia a detenerne il maggior numero). L’ultimo in ordine di tempo è quello livornese, nato nell’ottobre scorso allo scopo di valorizzare i beni culturali e paesaggistici della città attraverso la partecipazione a bandi internazionali.

Si parte quindi dal sistema di fossi e fortezze che, come ha ricordato il sindaco Nogarin, rappresentano una preziosa testimonianza architettonica e urbanistica della città e ne caratterizzano l’originale storia.

“Dobbiamo tradurre i valori di educazione, scienza, cultura e comunicazione, di cui siamo promotori, in azioni concrete attraverso progetti e attività di sensibilizzazione” ha affermato Azzario “Ma soprattutto dobbiamo educare le persone a vedere ciò che hanno intorno. Complici anche le tecnologie, stiamo diventando insensibili e quasi ciechi. Ma le cose, così come le persone, se abbandonate a se stesse si deteriorano, diventando brutte e vecchie. Vogliamo quindi impegnarci affinché ciò non accada, recuperare quanto di bello nel mondo esiste e ci fa fremere, per costruire insieme un mondo di pace”.

Il sindaco ha scelto di affidare alle parole del regista e scrittore Silvano Agosti la chiusura dell’incontro “Vorrei tanto che l’uomo diventasse patrimonio dell’umanità” .

Per il Comune era presente anche Paola Meschini, dirigente del settore cultura, tempo libero e giovani.

Redazione

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