L’obiettivo del partito del Premier Renzi è regolarizzare il mercato della prostituzione con case chiuse autogestite, zone a luci rosse nelle città, abolizione del reato di favoreggiamento, uso obbligatorio del profilattico e per le prostitute il pagamento delle tasse e la comunicazione l’inizio delle loro “attività” alle Camere di Commercio.
Il disegno di legge è stato firmato anche da Alessandra Mussolini, da altri senatori di Forza Italia, anche da esponenti di Sel e Movimento 5 Stelle. Il ddl inizierà nelle prossime settimane l’iter alla commissione Affari costituzionali e Giustizia del Senato.
Tra le misure principali del testo c’è quella dell’abolizione del reato di favoreggiamento.
Sul tema il Partito democratico è già diviso, con la consigliera per le Pari opportunità del Governo Renzi che ha appoggiato la proposta del sindaco Ignazio Marino, mentre Palazzo Chigi che si è subito “defilato”. “Le valutazioni sulle zone rosse della prostituzione a Roma, espresse dall’onorevole Giovanna Martelli “non corrispondono alle posizioni, né sono impegnative per il Governo”, sottolineano fonti dell’esecutivo.
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