Il pomodoro “SuperBio” è nato di uno studio multidisciplinare dell’Ateneo pisano, coordinato dalla professoressa Manuela Giovannetti, condotto da docenti di Agraria, Medicina e Biologia e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale British Journal of Nutrition nel 2012.
“Questa ricerca – ha spiegato Giovannetti, che dirige il Centro Interdipartimentale di Ricerca Nutrafood-Nutraceutica e Alimentazione per la Salute dell’Ateneo pisano – ha dimostrato che i metodi di coltivazione possono influenzare il valore salutistico dei cibi prodotti. Infatti il contenuto in fitochimici, molecole prodotte dalle piante che hanno importanti proprietà protettive e preventive nei confronti di diversi tipi di malattie umane, può aumentare se le piante crescono insieme a microrganismi benefici che stabiliscono con loro un particolare tipo di simbiosi chiamata ‘micorriza”.
Lo studio ha dimostrato che i frutti prodotti dalle piante “micorrizate” (cioè che vivono in associazione con i microrganismi benefici simbionti) contengono concentrazioni più elevate di licopene (+18,5%), calcio (+15%), potassio (+11%), fosforo (+60%) e zinco (+28%) rispetto ai pomodori prodotti tradizionalmente.
Intervista di Frank Schwalba-Hoth – ex politico tedesco, membro fondatore dei Verdi tedeschi ed ex…
Con il passare del tempo, la pelle del viso può andare incontro a una progressiva…
Miliardi di dirham per modernizzare le Forze Armate, droni, veicoli corazzati e una nuova industria…
Italia e Argentina rafforzano la cooperazione nel campo dell’istruzione e della formazione. Il Ministro dell’Istruzione…
Giorgia Cardinaletti e Francesco Bechis si preparano al matrimonio. Le pubblicazioni sono apparse nei giorni…
Roma torna a guardare al Mediterraneo e al Medio Oriente attraverso la musica, la danza,…