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Uil, al Mise sei tavoli crisi aziendali per lavoratori lucani

Su 153 tavoli di crisi aziendali ‘aperti’ al Mise, che si sono riuniti almeno una volta nel corso del 2014, a fine anno, sono sei quelli che riguardano i lavoratori lucani: Natuzzi (2.700 complessivi tra Basilicata, Puglia, Campania e Friuli), Firema (600 tra Basilicata e Campania), Ferrosud (100-150), Enel Centrale Mercure (100-150 tra Basilicata e Calabria) Tandoi (100-150 tra Basilicata e Puglia), Vibac (184). Lo riferisce la Uil di Basilicata sottolineando che secondo la mappa nazionale confederale i lavoratori coinvolti ammontano a circa 450 mila più 90 mila circa delle aziende dell’indotto, per una cifra complessiva che superava in modo abbondante il mezzo milione di lavoratori. “Ancora troppi – si sottolinea in una nota – anche se alla fine dell’anno abbiamo registrato un numero di casi sui quali il ministero dello Sviluppo economico ha sviluppato un’iniziativa forte che ha portato a delle intese e a una qualche forma di risultato. Sempre però, va ricordato, dopo la pressione del sindacato e la mobilitazione dei lavoratori con il coinvolgimento del territorio interessato dalla vertenza”, puntualizza la Uil. “E nonostante le vertenze ‘chiuse’ a fine 2014 sono tanti ancora i dossier scottanti che riguardano aziende e lavoratori a testimonianza delle difficoltà di tante altre piccole e medie imprese collegate, che rappresentano la ‘spina dorsale’ del sistema produttivo italiano”. Per la Uil “occorre affrontare le crisi aziendali non con gli interventi singoli, ma mettendo a punto finalmente una strategia di politica industriale, individuando anche i filoni su cui scommettere per la ripresa. Un percorso complicatissimo, quindi, che sconta la mancanza di una ripresa che stenta ad intravvedersi che non è tuttavia un fatto ineluttabile e non affrontabile. La scelta che si continua a perseguire è quella di affrontare a valle le situazioni di crisi, senza impostare una reale strategia di politica industriale che evidenzi i filoni importanti della ripresa e che concentri sulla difesa del tessuto produttivo risorse, quali quelle degli sgravi Irap, che vengono invece distribuiti a pioggia a tutte le imprese”. La nostra mappa – conclude la Uil – è una conferma della validità nostra critica sulle politiche del Governo: colpisce, negativamente, come si sia scelto di partire dai provvedimenti sulla “uscita” dal lavoro (licenziamenti), anziché affrontare con coraggio la strada maestra delle politiche per la crescita e, per quanto riguarda il lavoro, dalla costruzione di forti impalcature che sostengano le persone, espulse dal ciclo produttivo, attraverso vere e profonde politiche attive del lavoro. In sostanza si affida alla “flex”, e non alla “security”, il bisogno di innovazione”.

Redazione

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