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Carta di Matera bussola per strategia sviluppo aree interne

Le nuove sfide dell’agricoltura italiana, la valorizzazione delle aree interne, il sostegno ai giovani agricoltori, il corretto utilizzo dei fondi comunitari: sono questi i temi principali del convegno nazionale della Confederazione Italiana Agricoltori ‘Verso il territorio come destino’, che si è svolto a Napoli, a cui ha preso parte una delegazione di dirigenti ed agricoltori della Cia lucana, con tanti giovani dell’Agia. La confederazione della Basilicata – si legge in una nota – rivendica, con orgoglio, la continuità dell’iniziativa con la “Carta di Matera” (che prende il nome dalla Festa Nazionale dell’Agricoltura che la Cia ha tenuto a Matera nel 2012) che continua a rappresentare la “bussola” della nuova strategia dello sviluppo dell’agricoltura e quindi delle aree interne che necessitano di maggiore attenzione. Con la Carta di Matera “si tratta di dare attuazione ad un vero e proprio “patto con la società” dell’agricoltura italiana, che abbia a riferimento le funzioni produttive, di tutela ambientale e salutistica che il settore agricolo svolge, e che trovi adeguata declinazione nelle sensibilità, nei poteri e nella operatività delle Amministrazioni locali, a partire dalla convinzione di una comune azione di contrasto alla criminalità organizzata e a favore della legalità”. Al secondo punto della carta gli impegni delle amministrazioni locali. “Le amministrazioni locali si impegnano a sostenere e diffondere in tutte le sedi i benefici economici, sociali e territoriali che l’agricoltura porta con sè. Riconoscendo questo ruolo, si impegnano a valorizzarlo e a raggiungere precisi obiettivi programmatici di relazione e di servizio: il censimento nazionale dell’agricoltura è la prima occasione per verificare tali impegni”. Un altro importante punto della Carta di Matera riguarda la salvaguardia del terreno agricolo: “L’erosione della superficie agricola utilizzata è costante ed irreversibile e non può suscitare allarme e preoccupazione. Occorre porre un freno ad un uso dissennato e confuso del suolo agrario soprattutto determinato dalle azioni non programmate delle opere di urbanizzazione, in particolare per centri commerciali e capannoni industriali. Occorre preservare l’agricoltura, il peculiare ed inconfondibile paesaggio agrario, oggi più che mai identificato con il bene ambientale di tutto il Paese”. Al terzo punto della Carta di Matera “la diffusione dei servizi per le aziende ed i territori rurali: semplificazione dei rapporti con le amministrazioni locali”. In particolare “è indispensabile favorire un equilibrato sviluppo delle aree rurali: welfare locale, servizi civili e sanitari, infrastrutture di comunicazione informatica e per la mobilità delle merci e delle persone. Necessario, inoltre, il rafforzamento della macchina amministrativa per migliorare i servizi a fronte di una più equa e sostenibile gestione dei tributi. Le imprese agricole richiedono alla Pubblica amministrazione efficienza di funzionamento e speditezza di relazione a tutti i livelli”. Infine, “La valorizzazione del rapporto cibo e territorio” tema centrale di Expo 2015.

Redazione

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