Trenta i provvedimenti emessi nell’ambito dell’inchiesta di Polizia e Guardia di Finanza che ha portato agli arresti di oggi. L’indagine avrebbe consentito di accertare la presenza a Roma di una ‘ndrina che operava in collegamento con i referenti in Calabria, riconducibili alla cosca dei Pizzata. Sarebbero stati proprio esponenti di questa cosca ad uccidere a Roma nel gennaio dello scorso anno Femia, boss di San Luca considerato referente della cosca Nirta-Scalzone nella Capitale.
Nel corso dell’indagine, gli poliziotti e finanzieri di Roma, hanno sequestrato complessivamente circa 600 chilogrammi di cocaina e hashish e diverse armi da fuoco. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, diversi episodi di reato tra cui l’omicidio di Vincenzo Femia, avvenuto a Roma il 24 gennaio del 2013, alcuni ferimenti e diverse estorsioni.
Un quaderno contenente i riti e i meccanismi procedurali per l’affiliazione alla ‘ndrangheta. Lo hanno sequestrato le Forze dell’Ordine nel corso delle indagini che hanno portato agli arresti di martedì mattina. Il documento, denominato “Codice San Luca”, era composto da una serie di appunti che sono stati decifrati dagli investigatori.
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