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Ripristinare gli sgravi per le zone svantaggiate

“Dopo il piano di assunzioni alla Fiat di Melfi raccomandiamo istituzioni e politica a maggiore cautela nell’enfatizzare gli effetti del “pacchetto di misure nazionali”. Non disconosciamo che i nuovi sgravi contributivi per il lavoro dipendente, introdotte da Legge di stabilità, potrebbero portare ad un aumento dei contratti a tempo indeterminato. Ma non tutte le imprese risparmieranno: con le nuove regole, quelle operanti nelle zone svantaggiate del Paese – per la maggior parte nel Mezzogiorno – potrebbero trovarsi, paradossalmente, a sostenere un aggravio di 8 mila euro in più per dipendente”. E’ quanto afferma il presidente provinciale di Potenza della Confesercenti Prospero Cassino riferendo dei risultati di uno studio condotto dall’Ufficio Lavoro Confesercenti con SWG sulle imprese che hanno intenzione di assumere nel 2015. In particolare, il 36% segnala di volere assumere nel corso dell’anno 1 o più dipendenti a tempo indeterminato, approfittando dei nuovi sgravi, contro il 21% che si vuole orientare comunque su contratti a tempo determinato. Rimane alta, però, l’incertezza: il 43% dei titolari di impresa intervistati appare, infatti, ancora indeciso.

Le regole introdotte dalla Legge di Stabilità abrogano alcuni precedenti sgravi contributivi, ormai strutturali, previsti da 25 anni dalla legge 470/90. Un problema soprattutto per imprese delle zone svantaggiate che, con la vecchia normativa, avevano uno sgravio complessivo di circa 27mila euro in tre anni per un dipendente con contratto di quarto livello del settore terziario. Con le nuove norme introdotte dalla Legge di Stabilità, invece, il risparmio potrebbe ridursi a soli 19mila euro.

“Si tratta di un “buco” nella previsione normativa che deve essere risolto al più presto – spiega la Confesercenti – visto che si iniziano a cogliere segnali di ripresa nel tessuto imprenditoriale. A partire da quest’anno, infatti, si assisterà a un’inversione di tendenza e ad un lento ripopolamento delle imprese nel commercio e nel turismo. Tra il 2015 ed il 2017, secondo le nostre proiezioni il numero di imprese attive di commercio e turismo tornerà ad aumentare. Una crescita che però va sostenuta completando l’intervento normativo non solo a favore dei dipendenti delle imprese delle zone svantaggiate; ma anche e soprattutto sostenendo le nostre startup con un piano di defiscalizzazione triennale, come del resto avviene già in molti Stati dell’Unione Europea. E’ questa la strada maestra per rilanciare l’imprenditorialità e l’occupazione nel nostro Paese”.

Redazione

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