C’è respiro d’Europa nella sua ricerca grafico-pittorica. Nell’affermazione, o nella domanda, che dà il titolo alla mostra: «Pourquoi pas». Perchè no.
L’esposizione artistica di Maria Luisa D’Eboli è stata allestita nella pinacoteca provinciale di Potenza. Una mostra di pittura di grande suggestione. L’artista romana di origini lucane, le cui opere fanno parte delle collezioni private del Museo del Cedro, del Conservatoire des Arts et Metiers di Parigi e della Sorbonne, dove ha da poco concluso l’esposizione tenutasi nella Gallery Soufflot Sorbonne 1 place du Pantheon, presenta una mostra antologica con una trentina di tele per lo più di grande formato. Ma è la cifra della sua arte che la contraddistingue. In Maria Luisa D’Eboli la pennellata scorre fluida, corposa, con quei colori – a volte squillanti, a volte gravi – che sembrano prorompere dalla tela. La trama pittorica è vigorosa, forte, decisa. Un senso di compostezza immagini energiche – ma al tempo stesso delicate nella loro leggerezza – per forme, colore, spazi, uno stile rigoroso e fortemente dinamico delimitano l’opera con la sua figurazione sempre attenta e presente, tesa a suscitare più che osservazione, emozione e coinvolgimento. In questi giorni la Francia è diventata simbolo dei valori occidentali, a cominciare dalla libertà di espressione. Nel diritto di parola. Come nell’arte. La mostra di Maria Luisa D’Eboli a Potenza, in questa casuale concomitanza, assume persino un valore ulteriore.
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